Per San Biagio il freddo è andato, si dice, e andrà via anche il mal di gola!
Pare proprio che dovrò aspettare il 3 Febbraio per tirare un sospiro di sollievo da questa influenza!
Cari lettori di ecosport, gioite: dove non arrivano cortisonici e aspirine, arriva la fede!

San BiagioNessuna blasfemia, durante il giorno della festa di San Biagio è diffuso il rito della “benedizione della gola”, fatta poggiandovi due candele incrociate, benedette il giorno prima (2 Febbraio, Candelora, ricordate?) e talvolta unte con olio.

San Biagio, Vescovo di Sebaste d’Armenia,  si sottrasse alle persecuzioni di Licinio rifugiandosi in una caverna dove, oltre “al gregge di Cristiani”, anche quello degli animali si recava da lui per ricevere conforto dalle malattie. Venne in seguito scoperto e processato.

Il rituale liturgico si collega a una tradizione secondo cui, il Santo, avrebbe salvato un bambino da una lisca di pesce che lo stava facendo soffocare; e fatto recuperare un maialino ad una donna che, come ricompensa, gli portò cibo e candele. <<Offri una candela ogni anno alla Chiesa che sarà innalzata al mio nome>> disse <<avrai bene e nulla ti mancherà>>.

In seguito fu appeso ad una trave dove con forcole di ferro, quelle che servono a cardare la lana, venne scorticato, gettato in un lago dal quale ne uscì vivo, quindi decapitato.  Per la festa di San Biagio si è soliti in parecchie parti d’Italia (c’è da dire che le sue relique, arrivate a Maratea di cui è Patrono, sono “disseminate” in giro, scusate il gioco di parole, essendo lui anche protettore degli animali, cardatori e attività agricole), preparare dei panetti.

paneA Roma potete andare alla Chiesa di San Biagio alla Pagnotta (di rito Armeno) cosiddetta perché da secoli si distribuiscono delle piccolissime pagnottine; a San Biagio Platani (Ag) hanno la forma di gola e vengono chiamati cannaruzzeddi (se tondi cuddureddi); a Salemi (Tp) si preparano addirittura i Pani di San Biagio, i cuddureddi, ma anche i cavadduzzi che che hanno forma di pesci, uccelli, cavallucci marini e vogliono ricordare il miracolo della liberazione del paese dalle cavallette ad opera del Santo.

A Taranta Peligna (Ch) hanno la forma delle 4 dita unite e sono dette panicelle, qui il culto risale al secolo XIII e fu promosso dalla corporazione dei lanieri perché la cittadina, come molte altre abruzzesi (dove anche si mangiano taralli o ciambelle al sapore di anice), si trovava nei pressi del tratturo principale, dove transitavano decine di migliaia di pecore.

Diversa è la festa delle stuzze a Fiuggi, dove il 2 Febbraio sera si incendiano i Capannoi, ed è ispirata a un episodio leggendario che vede San Biagio far apparie fiamme gigantesche per allontanare gli assalitori.

A Sanvignone (Ge) viene benedetto il grano e distribuito ai fedeli che potranno mangiarlo, darlo agli animali, mischiarlo alle sementi o porlo a germogliare in ciotole che verranno utilizzate per abbellire il “sepolcro” il Giovedì Santo.

Tradizione tipica milanese è invece quella di di conservare fino al 3 febbraio un panettone e di consumarlo alla mattina.

L’Italia unita contro l’acido acetilsalicilico!

Albachiara De Lucia

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