I Boscimani ( in inglese Bushmen) abitavano un deserto che tale, di fatto, non è.

Il Kalahari, fatta eccezione per la parte sud-ovest, tra Botswana e Namibia, è anche un rigoglioso susseguirsi di selve, foreste e campagne (in inglese tutti sinonimi di bush da cui il soprannome dei diversi gruppi “Sun”).

E’ denso di bio divebushmenrsità.

Scrivo dei Boscimani che lo “abitavano” con il verbo al passato, perché la scoperta dei diamanti , a fine anni ’80, ha indotto il governo del Botswana a cancellare con un colpo di spugna 22.000 anni di storia dell’umanità e cerco di non scendere in troppi particolari così che rabbia e tristezza non prendano il sopravvento mentre cerco di rendervi partecipi delle meraviglie di un luogo unico al mondo.

Perchè il Kalahari ospita la più grande e variegata concentrazione di specie animali che io abbia mai visto, ed in particolare, ovviamente, il delta del fiume Okavango.

Sfocia in pieno deserto, è il secondo più grande delta interno del mondo e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti ed affascinanti del pianeta; infatti in questa pianura alluvionale che raccoglie ogni anno migliaia di metri cubi d’acqua, flora e fauna sono a dir poco esuberanti.

acacia del KalahariSulle grandi isole del delta abbondano palme e piante di acacia: una pallina della sua resina è la caramella preferita dei piccoli Sun e dei coinquilini Bantu. Ci sono il preziosissimo mopani, , ficus, e salici. Nei canali si trovano bambù e papiro e nelle acque aperte ninfee e loto. L’acqua e la vegetazione attirano grandi quantità di uccelli come l’aquila pescatrice, l’oriolo africano, l’airone nero. E ancora diverse specie di anatre, storni, il martin pescatore, aironi,  pappagalli, upupe, cicogne e buceri.

Nell’acqua nuotano i coccodrilli del Nilo, diverse specie di pesci come lo spaventoso, ma davvero appetitoso pesce tigre e numerosi anfibi . La “terraferma” ospita svariati mammiferi. Numerose sono le specie di antilopi e gazzelle , per esempio il cudù maggiore e l’impala, così come di altri erbivori quali orici, zebre, gnu, giraffe e facocleoni a caccia di bufalieri.

Sono presenti i grandi mammiferi come elefanti, bufali, rinoceronti (sia bianco che nero) e gli “scontrosi” ippopotami;  i  predatori sono altrettanto numerosi: leoni e leopardi in primis, persino gatti selvatici. E dove c’è il leopardo i primati, di cui è cacciatore preferenziale (noi compresi), sono ben rappresentati.

Non è tutto così il Kalahari, certo, ma anche le zone più desertiche hanno recentemente consentito ai cacciatori-raccoglitori boscimani ribellatisi alla “rilocazione”, di sopravvivere. Selvaggina, scorpioni inclusi ,  e piante commestibili non mancano neanche lì.

E questo bevendo solo residui di acqua piovana a causa della criminale dismissione del grande pozzo della “Central Game Reserve” da parte del governo del Botswana. Pare, infatti, che soloanziana donna Sun una sfortunata donna molto anziana non ce l’abbia fatta.

Il mio consiglio dunque è, se desiderate avventurarvi in quelle lande, di approfittare almeno per una settimana della compagnia di un Boscimane.

Provate a mettervi in contatto con loro evitando intermediari e potrete lavarvi i denti con una piccola siepe che odora di salvia, dissetarvi con un frutto “gobbuto” che sa di cachi e mangiare carne “catturata nelle viscere della terra”.

Infine, senza patimento alcuno, guardare divertiti il proprio ridondante equipaggiamento apparire inutile confrontato al misero perizoma e la scheggia d’osso di cui è dotato il “buon selvaggio” Sun.

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“Viaggia con gli occhi dell’esploratore”

Gian Luca Bovero

 

 

 

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