Vivere senza soldi: si può? La storia che voglio raccontarti oggi è quella di Raphael Fellmer, un giovane tedesco che per 5 anni ha deciso di abolire il denaro dalla sua vita. Forse lo ricorderai in una puntata de “Il testimone” (di PIF), che ti consiglio di vedere perché è illuminante.

Il viaggio in Messico (senza soldi)

Tutto inizia nel 2010 quando Raphael e due amici decidono di partire dall’Olanda per il Messico, senza soldi e nel modo più ecologico possibile.

Arrivano in Marocco attraversando l’Europa e ad Agadir incontrano un giovane marinaio che dà loro un “passaggio” per le isole Canarie. Dalle Canarie salpano con altri marinai per Capo Verde, poi per il Brasile e infine vero il Messico. Qui Raphael è raggiunto dalla compagna, Nieves, che condivide i suoi stessi ideali.
Dopo due anni di vita radicale e il viaggio in Messico,  il suo messaggio inizia a diffondersi e il sito forwardtherevolution.net raccoglie le esperienze delle persone che in tutto il mondo scelgono di rinunciare al denaro. Quando Nieves scopre di aspettare un bambino, i due tornano a Berlino.

Per diversi anni Raphael e Nieves si nutrono di prodotti che definiscono “salvati”, ossia selezionati nei container della spazzatura dei supermercati tedeschi. Raphael non ha conto corrente, si muove in bicicletta e rinuncia a usare il denaro come mezzo di scambio.
Strano a dirsi, nonostante si siano alimentati con prodotti di scarto, i due non hanno avuto alcun problema di salute. La maggior parte dei prodotti “salvati” erano in ottime condizioni, alcuni in scadenza o scaduti da poco tempo, molta la frutta e la verdura esclusa perché non esteticamente accettabile.

Raphael e Nives vivono oggi nel seminterrato di una villa nel Brandeburgo dove il proprietario dà loro la casa in comodato gratuito in cambio di lavoretti nell’amministrazione domestica.

“Non vogliamo sembrare persone che se ne approfittano”

“Non vogliamo sembrare persone che se ne approfittano”, dice Raphael “io non me ne sto con le mani in mano: aiuto nei lavori di giardinaggio, riparo computer, curo animali, faccio piccoli lavori da muratore, coltivo un orto”; in cambio non riceve denaro ma vestiti, cose utili, aiuto e sostegno in altre attività.  Questa la risposta che dà a tutti coloro che pensano che vivere così sia da “scrocconi”.

Questa energia, questo spirito ha portato alla realizzazione di due progetti: Lebensmittelretten e Foodsharing.

Due organizzazioni che permettono di recuperare cibo che, diversamente, andrebbe buttato e che favoriscono le riflessioni sul consumo consapevole e senza sprechi.
Uno spunto per tutti noi.

 

Alexia Mangione
OffGrid Italia

2 Commenti

  1. Certo un percorso coraggioso ma credo che conti molto l’età per adeguare la propria persona a una scelta cosi difficile e per certi versi estrema quello che riuscivo a dare quando avevo 30anni ora che ne ho 56 mi viene molto più difficile sia fisicamente che mentalmente questo parlando di me.

    • Ciao Enzo! Senza dubbio da giovani è più facile fare un salto nel buio. Si è molto più malleabili, desiderosi di cambiamento continuo. Però forse è anche una questione caratteriale. Raphael non ha cambiato (ma solo rettificato) il percorso, pur essendo diventato padre di due bambini (con la responsabilità che questo comporta).
      Più in là negli anni si ha più bisogno di certezze, punti di riferimento. Ma non bisogna mai smettere di cercarSI. Trovare un modo di migliorare la propria vita. Provare entusiasmo.
      Senza arrivare a soluzioni estreme come questa, ogni giorno possiamo trovare un modo per rivoluzionare alcune nostre abitudini 🙂 Io mi sono proposta di fare una piccola rivoluzione al giorno, scardinare la fissità… 😉

      A presto
      Alexia

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