Fine gennaio, Valchiusella.  Nel bosco troviamo una casa che potrebbe sembrare una semplice casetta in legno, invece “insegue il sole”, ruota in base alla luce fino a 180°.

Sotto il solaio è presente un meccanismo di appoggio motorizzato; questo viene comandato da un sensore di raggi ultravioletti installato sul tetto il quale cerca la luce anche in giornate non assolate. Ci permettono di entrare. La temperatura interna era di circa 21 gradi, senza riscaldamento (nonostante gli 8 gradi all’esterno). 

Com’è possibile? – ti chiederai. Grazie all’insufflaggio con fiocchi di cellulosaLa cellulosa, ottenuta dal riciclo della carta, è un materiale isolante che permette di far respirare le pareti, assorbe l’umidità e la rilascia nell’aria.

La carta viene polverizzata e miscelata con sali di boro; grazie a questo trattamento il materiale diventa ignifugo e antiparassitario.

La fibra di cellulosa può essere usata anche in pannelli, mischiata a un quindici per cento di fibra di poliestere che permette di addensare la fibra e renderla omogenea.

L’energia elettrica della casetta è prodotta tramite un sistema offgrid e il solare termico permette la produzione di acqua calda.  Infine, non dimentichiamo il compost toilet elettrico che polverizza le deiezioni (qualcosa di sicuramente molto più evoluto rispetto al nostro compost toilet  ma che ha lo stesso intento ecologico). 

Questa casetta, che può senza dubbio essere definita “casa passiva”, aspira all’autonomia e all’autosufficienza. Per questo volevamo proportela.
Ovviamente non è di poco conto il fatto che si trovi immersa nella natura e dalla finestra si possa ammirare uno splendido paesaggio 😉

Una versione ultramoderna e tecnologica di una casa che insegue il sole è stata realizzata dallo studio D*Haus Company che propone una casa in grado di “mutare forma in relazione allo scorrere delle stagioni e alle esigenze degli inquilini” (puoi approfondire su qui).

Inoltre la casa che insegue il sole è anche il sogno realizzato di un anziano signore della provincia di Cuneo (leggi l’articolo su La Stampa).

Alexia Mangione
OffGrid Italia

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