« Ambarabà Ciccì Coccò

tre civette sul comò

che facevano l’amore

con la figlia del dottore.

Il dottore si ammalò

Ambarabà Ciccì Coccò »

Chi non conosce questa filastrocca? Addirittura Umberto Eco nel “Secondo Diario Minimo” del 1992, umoristicamente, fece l’analisi del testo e delle sue implicazioni semantiche e semiologiche.

Personalmente, mi limito a collezionarle!

La civetta, “athene noctua”, sacra alla dea Atena dalla quale prende il nome, portafortuna in Grecia, simbolo di sapienza, di intelligenza razionale, è considerata, dalla tradizione popolare italiana, un animale che porta sfortuna.  Guai a sentirla cantare: morte certa in arrivo. Come mai?

In passato era usanza non solo fare la veglia ai moribondi, ma anche lasciare una candela accesa sulle tombe.  Gli insetti, attirati da queste luci vi svolazzavano attorno e le civette, rapaci notturni e ghiotti, vi si precipitavano per “pasteggiare”… Così almeno ci raccontano, e ci raccontano che anche in Egitto non godevano di grande fortuna e profetizzavano la morte; per gli Atzechi rappresentavano il dio dell’oltretomba; per i giapponesi portavano malattie, fame e carestia…

Nel Medioevo (ma anche molto, molto prima) la civetta fu associata alla stregoneria!

In alcuni paesi resiste ancora l’usanza di inchiodarne una fuori la porta per scacciare la malasorte. Poverina.. trattata così male solo per la sua somiglianza al Gufo.

Eh già! Suvvia, pensateci un pochino. 16700135_10210308964092721_159028947_n

Benché entrambi si muovano nell’oscurità, la civetta è più piccola in dimensioni e non possiede le ‘corna’ (ciuffi piumati) del gufo. Inoltre il verso del gufo ha un suono lugubre e profondo, mentre quello della civetta è simile al suono emesso da qualsiasi comune rapace. Dal punto di vista simbolico i due animali non possono essere confusi. Ecco perché nell’iconografia ellenica e romana, sia Atena che Minerva sono state abbinate al simbolismo della civetta piuttosto che a quello del gufo: benché dotata anch’essa della capacità di vedere nel buio (identificata con la saggezza e anche preveggenza ), sulla civetta non gravava il simbolismo naturalistico né la connotazione di animale sinistro, oscuro, molto radicata in epoca romana.

16683213_10210309019454105_155625002_nAl contrario, secondo i filosofi e letterati classici “gli occhi e il becco della civetta seguono la linea della lettera φ (fi), simbolo alfabetico greco della filosofia (e in seguito della sezione aurea). Lettera che quindi accomuna armonia, bellezza e amore per la conoscenza e per la ricerca in senso lato.” “Sei una civetta”, epiteto per indicare una donna vanitosa, frivola, che attira a sè ammiratori con moine e smancerie (questo perché il verso delle civette durante il periodo dell’amore riesce a richiamare anche altri volatili) potrebbe adesso anche cambiare significato! 

Albachiara De Lucia

Ambarabà Ciccì Coccò ecco il sito Gruppo della Civetta 

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