Movimento, ecologia, amore per il territorio: se inseguite i primi due elementi, e possedete il terzo, siete pronti per aggregarvi ai Cavalieri dei tratturi della Valle di Comino ovvero l’ultima frontiera del turismo rurale. Nobile la missione: ripulire da quintali di rifiuti le vecchie strade verdi ancora percorse dalla transumanza per riaprire l’area a una fruibilità allettante e sostenibile.

La neonata associazione è attiva da novembre nel comune di Alvito, Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Paesaggi meravigliosi, monumenti d’interesse, se non fosse per la presenza di alcune zone di collegamento che abbondavano di accumuli di rifiuti risalenti anche a trenta o quaranta anni fa.

Rifiuti già rimossi da un gruppo di Cavalieri in un paio di produttive uscite su un sentiero che porta agli antichi tratturi. La transumanza è ancora una realtà per alcuni allevatori del posto. Le strade sterrate sono quelle di sempre, ma con una nuova prospettiva da percorrere: quella del turismo rurale, sotto forma di alternativa per gli ospiti delle strutture ricettive dell’area.

E’ un’idea semplice ma forte quella dei Cavalieri dei tratturi della Valle di Comino, perché legata alla riscoperta di un tracciato di 16,5 chilometri da percorrere a cavallo, in bici o a piedi. Il cammino si snoda in Alvito, dalla Valle Mozza, salendo a Pratora e Fossa Maiura e poi, prima di scendere a valle, si apre alla meraviglia del castello Cantelmo di  Alvito. Due le giornate ecologiche organizzate. Dopo la bonifica, tutti a lavoro per la tabellazione del lungo sentiero e a maggio l’inaugurazione del percorso. “L’impegno di civiltà è per la nostra soddisfazione e per il territorio, perché possa avere un giorno una speranza di rinascita turistica” spiega Maurizio Pagliara per l’associazione – Tra natura e storia, gli interessati potranno partecipare alle nostre uscite, contattando il 3457095929. Chi crede in noi e in quello che stiamo facendo potrà aggregarsi o sostenerci con un aiuto materiale, economico, oppure con una semplice condivisione su facebook per far conoscere la nostra attività”.

Cavalieri dei tratturi

Ma c’è di più: la formazione dei giovani, per esempio. “Sì – riprende Pagliara – dedicheremo ai ragazzi delle scuole una giornata organizzata insieme con altre associazioni. Lo scopo è sensibilizzare i piccoli al rispetto dell’ambiente e alla conoscenza dei tratturi. Inoltre, alcuni trekking di più giorni e chissà, magari anche l’approccio con la transumanza di bestiame.

La collaborazione del Comune di Alvito e di Astra ecologica, che si occupa di smaltimento rifiuti, rendono il progetto più organizzato. Pronti a salire in sella?  A cavallo, certo, ma non solo, i Cavalieri dei tratturi della Valle di Comino hanno già scavalcato l’ostacolo, pronti a ripercorrere gli antichi tratturi come in un bel romanzo di storia medievale.

Da vedere sul percorso

Fossa Maiura: dopo aver attraversato la Valle Mozza con le sue rocce rosse sedimentarie, si arriva alla depressione carsica di circa cento metri di profondità, una dolina spettacolare tra le più grandi in Europa, la circonferenza è di oltre due chilometri. Forma quasi un anfiteatro naturale dove, per via dell’infiltrazione delle precipitazioni nel sottosuolo, dovuta al forte carsismo, hanno origine le acque di alimentazione del Fibreno, il fiume che ‘stregò’ Cicerone (straordinaria descrizione nel De Legibus). Non è raro vedere falchetti e altri uccelli spostarsi da una parete all’altra della dolina, ma pure cervi, caprioli, e, in situazioni favorevoli, orsi.

Castello Cantelmo: è una fortezza oggi ridotta a rudere, posta sulla cima di un colle che domina la piana. Edificata alla fine del secolo XI dai conti D’Aquino per un impegno preso con l’abbazia di Montecassino che necessitava di un avamposto a guardia dell’accesso Nord della valle. La struttura divenne poi palazzo feudale e dimora dei Cantelmo, storica casata nobiliare francese che s’insediò tra l’Abruzzo montano e la Terra di Lavoro, su territori dati in concessione dai sovrani di Napoli. Dai Registri Angiolini risulta che in precedenza il castello affermò il suo status di importante edificio militare e fu pesantemente danneggiato dal terremoto del 1349. Oggi sono leggibili avanzi di possenti mura strombate, resti di bastioni e torri. Il maniero è a pianta pentagonale, ha tre torri cilindriche che guardano verso i tre lati della valle, di cui quella di Sud-Est conserva tracce di antiche merlature. Uno spettacolo ammirarlo a cavallo in un contesto che richiama le atmosfere medievali.

Curtignaleè un villaggio fantasma disabitato da più di 400 anni. Mix di storia e sensazioni particolari, luci e ombre, case e scale di pietra: un tempio della ruralità dimenticata e la grande opportunità per gli appassionati di fotografia di lasciare il loro personale segno su una passeggiata a cavallo, ma anche a piedi, indimenticabile.

Maurizio Cavaliere

16779784_10211738179030806_622795834_n

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here