Ogni giorno è un piccolo miracolo: non sai mai cosa accadrà, chi incontrerai, che ti lascerà,  alla fine, la giornata appena trascorsa.

C’è un posto della Sardegna, nei pressi di Palau, che ha un fascino particolare: si chiama Porto Rafael e ha un’atmosfera sospesa, soprattutto se la si incontra in particolari periodi.

Ero diretto verso Santo Stefano e quasi casualmente mi imbattei in queste casette bianche.

Faceva caldo e volevo fare una sosta anche perché mia figlia, allora piccola, dava segni di inquietudine. Fermai la macchina e mi diressi verso qualcosa che sembrava un bar, con tavolini bianchi, alcuni occupati da persone.

All’improvviso vidi ad uno dei tavolini una persona che mi sembrava familiare: era vestita di bianco, con un cappello di stampo hemingwaiano  che di tanto in tanto sventolava per farsi fresco; aveva un’aria paciosa e, nonostante fosse invecchiato e ingrassato, era proprio lui. Mi avvicinai con titubanza, timidamente, ma la voglia di conoscere una icona del cinema era troppo forte.

Mi rispose con un sorriso dolce e mi chiese di dove fossi: quando gli raccontai che ero napoletano gli occhi gli si illuminarono e mi fece cenno di sedermi accanto a lui: Marcello Mastroianni ha sempre amato Napoli e mi incominciò a raccontare aneddoti sulle volte che, venendo nella mia città, aveva vissuto girando nei vicoli come un curioso turista qualunque. Sorrideva al ricordo, un sorriso nostalgico che era lontanissimo dall’immagine dell’attore sex symbol che lo aveva sempre accompagnato. Mi chiedeva se conoscessi dei posti che lo avevano affascinato, e mi raccontava di come li avesse conosciuti; mi raccontò del primo incontro con Eduardo, della profonda amicizia che lo legava a Sophia e di come amasse la semplice ospitalità della mia gente, dei caffè offerti nei vicoli, delle sfogliatelle calde di prima mattina, delle passeggiate sul lungomare. Accarezzo’ mia figlia che era rimasta ipnotizzata dalla sua voce e dai suoi racconti e, salutandoci, la baciò lievemente sulla fronte.

Mentre ci allontanavamo mi venne in mente la scena della fontana ne “La Dolce Vita”, dove Anita Ekberg lo invitava a bagnarsi con lei…

“Marcello…Marcello…”

Julian Sabre: “Swimming Places”

Fabio Magrì

 

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