Un’ onda azzurra a Madrid…. Una vera e propria invasione pacifica. Nessun incidente, solo una giornata di sport. E’ quella che hanno vissuto i 10.000 tifosi che hanno seguito il Napoli nella trasferta di Champions League. E’ ormai passato un po’ di tempo, la notizia è scivolata via.  I media spagnoli hanno però elogiato il comportamento dei supporter napoletani. Una buona notizia, forse, fa meno rumore, ma quando c’è bisogna comunque raccontarla. E mentre in Italia c’è una caccia alle streghe con il divieto di trasferte, all’estero ci si può godere una partita in pace, proprio come piace al tifoso non violento che vuole ammirare i propri beniamini, magari accompagnato dalla famiglia e dagli amici. Sono arrivati a Madrid con ogni mezzo. È il caso di Maria, nonna di 83 anni che ha preso i biglietti per figli, cognati e per il nipote Andrea di sette anni come regalo di Natale. Partenza da Napoli per Civitavecchia lunedì sera, arrivo a Barcellona ancora in nave e poi treno fino a Madrid: destinazione Bernabeu.

Foto con mascotte RealSette ragazzi in minivan da Napoli hanno raggiunto la capitale spagnola, un’attesa di una rivincita durata 30 anni. Molti hanno scelto di restare due o tre giorni nella capitale spagnola. Un tour tra le strade spagnole, sciarpa azzurra in bella vista e tanto entusiasmo. Un salto anche al Museo del Prado, il Palazzo Reale e poi tutti riuniti in Plaza Mayor che è divenuta la piazza principale dipinta di azzurro. I Tifosi azzurri si riconoscono subito: chiassosi, ma composti. Spuntano ovunque, pub e ristoranti sono pieni di napoletani. Un vero e proprio esodo. I locali hanno fatto affari d’oro servendo tante prelibatezze: dal churros, calamari, tortillas de patatas alle patatas bravas.  Tappa finale, il mitico stadio della capitale: il Santiago Bernabeu.

Un tempio che racconta la storia di una delle squadre più famose e più titolate al mondo: servizi eccellenti, posti comodi e anche la voglia di confrontarsi all’interno con i tifosi rivali. Nessun incidente, tanto divertimento e la voglia di ammirare lo spettacolo. Poco importa il risultato finale, la voglia di dire io c’ero è stata più forte di qualsiasi altra cosa.

Donato Martucci

Pizza del gemellaggio al Bernabeu...

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