Sta albeggiando sulle isole Eolie. Il sole rimbalza sull’acqua che si muove pigra, come se si stesse svegliando anch’essa. La barca che mi accoglie è grande e ho imparato molto sulla routine di bordo in questi giorni; la vacanza è stata intensa, la compagnia perfetta, il tempo è trascorso leggero. È tutto in silenzio, tranne qualche raro richiamo di gabbiani. Tocca a me tirare su l’ancora ed uscire dal porticciolo che ci ha accolto. Ho un tazzone di caffè e lo sorseggio tra un compito e  l’altro: da solo non posso svolgere le vele ed accendo il motore. Sembra un vecchio burbero risvegliato controvoglia…borbotta; mi sistemo accanto alla barra del timone, metto le cuffiette e faccio scivolare lentamente la barca dal molo; la brezza che attraverso è già tiepida. Lascio alle spalle la baia e mi faccio abbracciare dal mare seguendo la rotta che abbiamo studiato attentamente la sera prima; il motore è al minimo e le onde, calme, cullano in modo languido inducendo una sorta di torpore. Il sole si arrampica sul cielo, la musica è bassa e completa la scena. È passata poco più di un’ora quando con la coda dell’occhio avverto un movimento fuori bordo, mi affaccio, e…la bellezza mi lascia a bocca aperta.

C’è un gruppo di delfini, quattro o cinque, che lambisce la barca e ne accompagna i movimenti. Quello di testa è bianco, e si gira eseguendo il suo richiamo come una specie di saluto. È una sensazione indescrivibile che sembra fermare il tempo; si tuffano e riemergono come in una danza preordinata chiamandosi con il loro linguaggio inconfondibile. Non so quanto tempo sia passato, so solo che all’improvviso, così come sono apparsi, sono svaniti, lasciandomi solo e profondamente emozionato.

Il pensiero va ad un film del 1998, di Luc Besson, che descrive la passione, la sfida che due uomini hanno vissuto tra loro e con il mare: il film di chiama “Le Gran Bleu” è racconta vita, storie, record dei più grandi apneisti di sempre, Enzo Maiorca e Jaques Mayol.

Continuo a navigare tra le onde e le note sorridendo al pensiero del regalo che mi ha fatto il mare.

Da Tbilisi, Georgia, suoni eleganti ed attualissima; lui è Nika Bliadze, il brano “Retour a la mer“.

Fabio Magrì

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