Mediterraneo… Credo che a chiunque sia capitato di immaginare, anche solo per un po’, di sfuggire alla quotidianità, a quella routine che sembra rendere tutti i gesti uguali; e quella che è l’idea maggiormente presente è la fuga su un’isola, possibilmente deserta o poco abitata, dove vivere una condizione opposta rispetto a quella reale.

Ed in effetti questo è ciò che accade a otto soldati italiani, in pieno conflitto mondiale, catapultati su un’isola dell’Egeo come presidio militare. L’isola sembra deserta e loro, totalmente o quasi, estranei alla disciplina militare si dedicano alle più svariate attività.

Questo è l’inizio di un film del 1991, premio Oscar, per la regia di Gabriele Salvatores, in cui la bellezza dei paesaggi e l’umanità dei personaggi suscitano una valanga di emozioni. Ed in effetti è proprio l’umanità dei militari italiani a far uscire allo scoperto gli abitanti dell’isola, reduci da una esperienza durissima con i corrispettivi tedeschi. Si crea così un gioco di integrazione e collaborazione reciproca che dimentica le implicazioni della presenza degli italiani. Si sfruttano i rispettivi talenti in maniera altruista con lo sfondo degli irripetibili paesaggi greci. E, come abbiamo già avuto modo di scrivere, quale modo più semplice, efficace di conoscersi ed integrarsi se non con una bella partita di calcio? Questa scena di per se surreale, visto il contesto in cui si svolge è una delle scene più viste e condivise del cinema italiano. In fondo in questo film c’è il trionfo delle cose semplici, e vere, oltre le nazionalità e le lingue, le abitudini e le religioni.

Ne abbiamo parlato e ve la proponiamo, con il sorriso e la leggerezza che merita: è la scena dell’incontro di calcio tra i soldati sull’isola, una delle parentesi piu’ divertenti e tipicamente italiane della pellicola. Bravissimi, davvero, tutti i protagonisti.

Enjoy and smile

Fee May

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