Colazione da Tiffany…. C’è stato un tempo in cui le commedie hollywoodiane avevano un quid emozionale, senza effetti speciali, con storie cucite sul fascino e le peculiarità degli attori; era l’epoca di pruderie sottinteso, eleganti; le trame erano vere e parlavano di situazioni che potevano accadere ogni giorno, dovunque, a chiunque. Era l’epoca di attori e attrici  he facevano dello charme la loro arma vincente e molti di loro sono rimasti nell’immaginario collettivo. Se ora vi chiedessi quale attrice sia il simbolo dell’eleganza, non ho dubbi che la risposta,quasi un’anima e sarebbe: Audrey Hepburn. E l’associazione di idee vi porterebbe, subito, a “Colazione da Tiffany”.

Diciamo che il film era un successo annunciato: scritto da Truman Capote, girato dal “maestro” Blake Edwards, una colonna sonora che è ancora superascoltata e gli attori: appunto la Hepburn e George Peppard.

La cosa più strana è che la “colazione” citata nel titolo appare solo all’inizio di questa drama/comedy ma resta un emblema, tanto da essere da spunto per molte attività del settore. Molti sono i bar e le caffetterie che, infatti, alloro interno mostrano poster con scene e primi piani dal film. La più gettonata, in assoluto è quella che vi abbiamo proposto come immagine dell’articolo; della trama del film è praticamente inutile raccontare nulla: chi l’ha visto ne ricorda ogni passaggio, per gli altri il consiglio è di dedicare due ore ad un tuffo in una altra epoca, ad un sogno,  ad una icona, ad un modo di rapportarsi (anche quello, si) di  un si sono perse le tracce.

Vi lasciamo ad una scena che non è quella della celeberrima “Moon River” ma è  quella che chiude il film: quanti timori, incomprensioni, arzigogoli mentali, discussioni si potrebbero evitare se si avesse la consapevolezza di voler essere veramente li, non per calcolo, necessità o pigrizia, ma perché si  vuole davvero essere là: appartenersi non è prevaricare, è  esserci.

Enjoy and smile

Fee May

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