Il Golfo degli Angeli, ed il Massiccio del Gran Paradiso, domenica 9, scenderanno in campo! Una partita d’amore: con gli Angeli del Paradiso non può essere diversamente!

Il pane carasau intinto nella bagna càuda in un abbraccio perfetto! Quella buonissima salsa calda accompagnata da tutte quelle verdure colorate, mhmhmm… mamma che buona! Questa domenica la usiamo anche per intingerci la carta di musica! La sostituiamo alla polenta che, nella tradizione contadina piemontese, spessissimo, la accompagna.

CaudaVinoCarasauE, per rimanere in tema, sostituiamo la Barbera, vino tipico del Piemonte, con il Monica di Cagliari, vino prodotto nelle province di Cagliari e Oristano.  Rossi, corposi, ed ottimi entrambi, per accompagnare la salsa, il pane e le verdure.

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Nel golfo di Cagliari, racconta la leggenda, che, su mandato di Dio, gli Angeli, dopo aver cercato a lungo un posto dove poter fissare la loro dimora terrena, trovarono proprio lì, luogo ameno e felice, senza cattiveria e senza odio, dove gli abitanti vivevano, serenamente, dediti alla pastorizia e all’agricoltura, il posto per volare in santa pace. Così, col beneplacito del Padre, vi si stabilirono e da tempo immemore, il golfo si chiama “degli Angeli”. Ma domenica, sicuramente, svetteranno anche sull’unico massiccio ad essere totalmente in territorio italiano, il Gran Paradiso. Avranno oltre 4000  metri di altezza di Vette,  Ghiacciai perenni ed in più 5 Valli, per abbracciare la Natura che, anche lì, è stata molto benigna.

E con questo coro di Angeli del Paradiso, che veglieranno dal Piemonte alla Sardegna, anche sullo stadio, ci sarà positività e fratellanza al di là del risultato.

Bagna càuda (ricetta di un’Amica torinese che è volata altrove)

500 ml di olio evo

250 g di acciughe salate

100 g di burro

20 spicchi, belli grossi, di aglio (non abbiate paura ad abbondare)

un pugnetto di gherigli di noci

Tutte le verdure e gli ortaggi che amate. Crudi o cotti da intingere in questa deliziosa salsa.

Lasciare a bagno nel latte, per almeno due ore, gli spicchi di aglio per renderli più digeribili. Pulire e raschiare bene le acciughe, diliscandole accuratamente. Sciogliere il burro a fuoco molto basso, aggiungere l’aglio pestato. Non fatelo né bruciare né dorare, deve rimanere bianco. Aggiungere l’olio e le acciughe tagliuzzate. Nel soffritto io aggiungo anche le noci pestate per essere più vicina all’antica ricetta che prevedeva olio di noci. Soffriggere a fuoco molto basso per circa 10 minuti. Il risultato deve essere una salsetta bella densa. Buon appetito!

C’è un apposito pentolino di terracotta (dian e fojòt)  per questo piatto ma, se non ce l’avete, vi suggerisco dei “ripieghi”. Usate, comunque, una pentola di terracotta ed un cucchiaio di legno per soffriggere. Per tenere caldo il tutto potete usare o una pietra ollare, precedentemente riscaldata nel forno, oppure prendete un vassoio di acciaio, poggiate delle candele, una griglia con piedini, va bene anche quella del microonde, la pentola sopra ed avete risolto il problema intingendo, tutti insieme, appassionatamente!

Angela Cantone

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