Chi è nato ed ha vissuto a contatto on il mare conosce tutte le capacità che ha questo elemento sulla mente e lo spirito delle persone. È una unione di rilassatezza, serenità, adrenalina; è come un ritorno ai ricordi più ancestrali. Provate a tuffarvi e restare in apnea per un po’ sotto il pelo dell’acqua a farvi cullare dalla  corrente e ascoltando il silenzio ovattato che c’è tutto intorno, il rallentare dei movimenti, il corpo e l’acqua che diventano una sola entità. Ma ciò che maggiormente si respira è  il senso di libertà assoluta.

La vastità dell’orizzonte porta anche a voler esplorare, vivere, sfidare questa realtà.

Nel 1978 uscì un film che incarnata tutto questo: l’amore ed il rispetto per il mare e per coloro che con il mare avevano un rapporto particolare, la voglia di libertà, il senso di appartenenza e la sfida:l’attesa e la ricerca dell’onda perfetta, quella da vivere, da cavalcare, da superare, da sconfiggere.

Il titolo di questo manifesto di una generazione è, lo avrete capito, “Un mercoledì da leoni”.

Per chi lo ha visto è un tuffo in una epoca, in un modo di vivere, in una serie di emozioni visive, acustiche, sentimentali di enorme impatto, tanto da rendere il film un “culto movie” che viene spesso riproposto anche in cineforum e circuiti per appassionati. Chi non lo ha visto dedichi un po’di tempo alla storia di questi surfisti sulle spiagge della California e si faccia rapire, si immerga nelle immagini come in un’onda e si lasci andare alle emozioni, alla nostalgia, alla forza dell’amicizia, alla bellezza di una gioventù selvaggia e di musiche perfette.

Non è facile proporre qualcosa che possa sintetizzare tutte le tematiche presenti nel film; per questo abbiamo scelto una scena di cui non vogliamo svelare nulla, vorremmo che voi la guardaste con attenzione, assorti.

Enjoy and smile

Fee May

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