Il nomadismo forzato, l’immigrazione di necessità frutto di decenni di globalizzazione dei mercati e dello sfruttamento delle risorse planetarie, sta portando sotto gli occhi di tutti il problema della convivenza delle persone e dei popoli nel mondo e di come l’inserimento di culture, sradicate dai loro luoghi di origine e trapiantate in altri luoghi, determini spesso il nascere di enclave disomogenee e sinergie umane di aperto conflitto.

La situazione è sotto gli occhi di tutti: vivere in una metropoli moderna oggi, significa quasi sempre doversi confrontare con un mix sempre più complesso di culture, etnie, modi di vivere e di produrre in aperto dialogo nel migliore dei casi, in dichiarato contrasto e stridente frizione, nel peggiore dei casi.

Culture che ripropongono schemi mentali, energetici, culturali e bioenergetici all’interno di schemi urbani consolidati, finiscono con il trasformare il modo di abitare di interi quartieri, generando metastasi culturali.

E riflettendo sul nostro quotidiano vediamo come i luoghi siano sempre più il riflesso di come vivono e di chi sono le persone che vivono in questi luoghi!

L’antica sapienza del Vastu questo lo sapeva molto bene. E nella tradizione indo vedica l’abitare la terra non era un fenomeno da lasciare al caso! Tutti i luoghi erano fatti per le persone e viceversa le persone erano destinate ai luoghi ed entrambe le cose vivevano delle leggi che permettevano l’esistenza di forme di vita sulla terra: e queste stesse leggi erano riconosciute però anche come le stesse che permettevano al cielo di esistere!

E benché non riusciamo a crederlo possibile, queste civiltà conoscevano la struttura dell’Universo e di come quella struttura fosse replicabile sulla terra.

Nel precedente articolo  abbiamo parlato del significato della Risonanza e di come essa permetta la vita in termini biologici e bioenergetici.

Proviamo a trasportare questo discorso su una scala più grande: la Risonanza pervade l’intero universo e  la nostra vita, i nostri spostamenti, il luogo in cui decidiamo di vivere, lavorare, creare la famiglia e riprodurci, stabilire i nostri affetti, creare legami sociali, interagire con le persone e con la cultura collettiva, in cui decidiamo di impiantare i nostri simboli e i nostri valori, tutto ciò deve Risuonare con noi, pena la Dissonanza, la confusione, il conflitto, la demolizione della cultura e dei simboli che in quei luoghi, in quel tempo e in quella circostanza risuonano.

La Bioenergia, quindi non è solo un indicatore biologico di salute fisica delle forme viventi ma è anche il metro di misura della salute dei villaggi, degli insediamenti, delle città e degli interi paesi.

Il Vastu è l’insieme delle regole che rende possibile calcolare come un individuo, un insieme di individui, possano vivere in un  luogo e prosperare sia esso piccolo come una stanza o grande come una nazione. Il Bioenergetic Vastu ci dà gli strumenti operativi per poter misurare questo grado di benessere.

Ma in ogni caso penso sia giunto il momento, per rendere il nostro mondo realmente vivibile e civile, di rispolverare un po’ l’antica saggezza di queste dottrine che sono le uniche che ci rendono capaci di costruire ambienti vitali e strutturati per l’elevazione spirituale degli uomini.

Non possono esistere città e nazioni che accolgono tutto e tutti indifferenziatamente. L’approccio al centro energetico di ogni luogo prevede dei passaggi, delle transizioni, delle elaborazioni energetico-spirituali e quindi anche culturali.

 E’ arrivato secondo me il tempo di progettare le Transizioni e i luoghi della Transizione e con esse le Bio-energie di Transizione.

Una invasione e una compenetrazione di massa delle culture è possibile ma solo se segue delle regole eterne di armonia universale, quelle che sottendono anche a tutte le bioenergie del vivente.

Queste leggi sono state applicate con grande successo in numerosi e splendidi esempi, frutto di illuminata saggezza, dando vita ad esempi ci insediamenti in cui la struttura delle cose, dei luoghi, la compenetrazione e la giustapposizione delle aree, di per se e senza artifici politici, economici e militari, hanno dato vita a città di pace, cultura, armonia e prosperità riunendo persone diverse provenienti da ogni angolo della terra.

E il caso di Auroville, una città  sperimentale nata ai piedi del capoluogo di Chennay,  basata sulla visione di Sri Aurobindo, sorta nel distretto di Viluppuram dello stato di Tamil Nadu in India presso la città di Puducherry, una città in cui gli abitanti vivono senza politica!

La pace e l’armonia non sono date dalla politica. Sono assenza di politica. Quando la forma delle cose risponde alle leggi della bioenergia che rendono possibile l’esistenza di ogni forma di vita sulla terra le bioenergie degli uomini si armonizzano fra di loro naturalmente, prevedendo passaggi di energia, zone di transizione, approcci graduali al fulcro spirituale di ogni insediamento, che ospita l’anima collettiva.

Oggi la globalizzazione forzata e il nomadismo di necessità rischiano ancor più di far saltare i precari equilibri di insediamenti che sono nati ignorando le leggi eterne della Architettura Vastu e delle discipline esoteriche unificano in un tutt’uno Uomo e Ambiente!

La propria casa, il proprio giardino, il proprio quartiere, la propria città e il proprio Paese sono entità vive che per poter vivere devono essere trattate come corpi viventi. Ogni deviazione dalle regole naturali del costruire secondo gli schemi energetici universali genera malattia, metastasi, deperimento e morte.

Cerchiamo invece di imparare e comprendere come poter dare vita ad una società viva e prospera progettando le nostre transizioni, anche individuali, con saggezza.

Adriano Guglielmo

Cambio Casa Vivo Vastu

 

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