Joseph Conrad e John Dunlop sono, in questo mio personale e breve racconto, i protagonisti, a loro modo e ognuno per la propria importante parte, di una trama curiosa e inquietante ambientata nel Congo coloniale della fine del 1800.

Il primo, grande scrittore, pubblicò “Cuore di Tenebra” in cui il vero oscuro protagonista è un commerciante d’avorio senza scrupoli di nome Kurtz. Il secondo, chirugo e geniale inventore scozzese,  è l’uomo che concepì la ruota pneumatica nel 1887. Lo so, vien subito da dire:”E allora?”. Un po’ di pazienza e capirete.

Il romanzo di Conrad ispirò il film di F. Ford Coppola “Apocalyps Now” (dubito fortemente che qualcuno non l’abbia visto, ma nel caso vi invito caldamente a farlo); è soprattutto la figura dell’allucinato Kurtz che il regista italo – americano caratterizzò in maniera pressoché inalterata rispetto all’originale. Ora ricordiamo doverosamente che il giovane Joseph era stato, a partire dai diciassette e per vent’anni, un buon ufficiale di marina; aveva dunque viaggiato molto e trasferì naturalmente le sue esperienze nella successiva attività di romanziere: insomma, non scriveva “a caso”.

Ordunque, forti di questa convinzione, pare che si sia arrivati, dopo anni di congetture, ad identificare l’ispiratore del personaggio   Kurtz  in un rozzo  e violento ufficiale belga.

Leon Rom

Leon Rom, era il suo nome, dunque lo spietato braccio armato dell’insaziabile Re Leopoldo II e il principale aguzzino dei nativi congolesi coadiuvato da tale Guillame van Kerckhoven. Piccola divagazione: quest’ultimo fu per lungo tempo anche il braccio destro di Henry Morton Stanley (Il dottor Livingstone suppongo, ricordate?), specie durante le          esplorazioni  degli affluenti del fiume  Congo.

L’ Apocalypse Now di Conrad

Nel 1890 incomincia su scala industriale la produzione dell’ invenzione di John Boyd Dunlop che richiese da subito enormi quantità di gomma naturale ottenuta dal lattice di vari alberi “Hevea” di cui il Congo è ricchissimo. Questo spinse i belgi ad affiancare alla strage di Elefanti per il commercio dell’avorio ogni sorta di angaria ai danni della popolazione natia con l’unico scopo di incrementare spasmodicamente la produzione della preziosa materia prima. Lo stesso Stanley, nella stesura della prima cartografia del Congo, segnalò con precisione i luoghi dove approvvigionarsi di ogni materiale (quello “umano” compreso) e si adoperò di persona, in veste di agente del Re Leopoldo, al trasporto ed alla segregazione di schiavi “di rinforzo”.

Schiavi congolesi nel 1890

Si calcola che in soli dieci anni morirono di sfruttamento, denutrizione e brutali uccisioni 10 milioni di schiavi. Senza contare le migliaia di amputazioni (anche ai danni di bambini) inflitte a scopo punitivo o “semplicemente” intimidatorio (chi ricorda i racconti del sergente Kurtz nel film?).

Prima di morire l’aguzzino, temuto e rispettato come un Dio, di Conrad ( e di riflesso il sergente di Coppola) ripete, in preda alla follia e al delirio malarico: “Lorrore…. l’orrore!” e le sue ultime volontà recitano:” Sterminateli tutti” (“Drop the bomb exterminate them all” in Apocalypse Now).

Joseph Conrad, ripeto, non scriveva a caso. Questo è sicuro.

Brando – Sergente Kurtz

Questa volta vi ho proposto un itinerario curioso  tra storia e letteratura (di denuncia); è anch’esso un viaggio, tutto sommato: parte dalla Polonia natia di Conrad, passa dalla Scozia di Dunlop e, senza continuum temporale, dal Congo si trasferisce in Cambogia per mano di un regista italo-americano. E tutto senza muovere un passo. (Postilla dedicata al troppo poco ricordato Emilio Salgari)

Viaggia con gli occhi dell’esploratore

Gian Luca Bovero

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